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	<title>allevamento pollo italiano &#8211; Viva il Pollo</title>
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	<description>Ricette e curiosità dal mondo del pollo</description>
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	<title>allevamento pollo italiano &#8211; Viva il Pollo</title>
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		<title>Avicoltura e tecnologia, i perché di un binomio imprescindibile</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 10:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[allevamento pollo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[avicoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tecnologia, monitoraggio continuo, passione e benessere animale: gli allevamenti italiani ed europei hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e sono diventati un fiore all’occhiello. Vediamo assieme tutti i benefici della tecnologia negli allevamenti con i progetti più all’avanguardia. Sostenibilità, tecnologie digitali: zootecnia d’eccellenza. Il benessere animale oggi è sempre più importante. Nonostante sembrino &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/5285/tecnologia/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Avicoltura e tecnologia, i perché di un binomio imprescindibile"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tecnologia, monitoraggio continuo, passione e benessere animale: gli allevamenti italiani ed europei hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni e sono diventati un fiore all’occhiello. Vediamo assieme tutti i benefici della tecnologia negli allevamenti con i progetti più all’avanguardia.</strong></p>
<p><strong>Sostenibilità, tecnologie digitali: zootecnia d’eccellenza</strong>. Il <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/5243/filiera-avicola-9/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>benessere animale</strong></a> oggi è sempre più importante. Nonostante sembrino in molti a non saperlo, infatti, esso è una priorità per tutto il settore zootecnico, al fine di migliorare le modalità di allevamento, la sua sostenibilità ambientale, la qualità e la sicurezza dei prodotti. Tra le strategie più efficaci per il raggiungimento di questi ambiziosi obbiettivi si fanno largo le tecnologie digitali, sempre più innovative, utili e perfezionate. L’intelligenza artificiale, ad esempio, in zootecnia così come in altri settori può dare un valido aiuto nel valutare e migliorare il benessere degli animali negli allevamenti. A riguardo esistono già diversi progetti in fase di sviluppo.</p>
<p><strong>La tecnologia ClearFarm.</strong> La piattaforma ClearFarm si avvale di sensoristica e deep learning per raccogliere informazioni su benessere e impatto ambientale dei bovini da latte e dei suini in allevamento e trasmetterle ai server cloud per la loro analisi. L’obiettivo è tenere costantemente sotto controllo i propri animali, ad esempio, tramite sensori provenienti da dispositivi elettronici smart messi sugli animali, come collari accelerometrici o boli ruminali posti nel rumine delle vacche da latte. Ciò consente di ricevere aggiornamenti e notifiche in tempo reale sul benessere della mandria, così che l’allevatore possa apportare modifiche tempestive nella gestione degli animali in caso di bisogno; mentre con le Machine Learning è possibile estrarre preziose informazioni e riuscire anche a prevedere la probabilità di patologie, come acidosi e mastiti, tali da consentire un intervento immediato (ed evitare l’uso di farmaci ed antibiotici laddove possibile). ClearFarm applica agli allevamenti bovini e suini monitorati la valutazione del ciclo di vita LCA, per stabilire gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi. Attraverso la valutazione dell’impatto sul riscaldamento globale, l’uso del suolo e dell’acqua, vengono identificate le fasi chiave dell’inquinamento o del consumo di risorse e le strategie di miglioramento.</p>
<p><strong>La tecnologia Techcare. </strong>Come ClearFarm, anche il progetto TechCare utilizza tecnologie innovative a basso costo, adattate ai sistemi di allevamento dei piccoli ruminanti in tutta Europa. Si tratta di un approccio multi-attore innovativo per monitorare gli indicatori di benessere animale e migliorare la gestione degli allevamenti, utilizzando tecniche di allevamento di precisione lungo l’intera catena di produzione.</p>
<p><strong>La tecnologia Awish. </strong>Awish è focalizzato sul monitoraggio automatizzato su larga scala degli indicatori del benessere animale nei polli da carne e nei suini in tutte le fasi, specialmente quelle più critiche. In azienda, durante il carico e scarico, nel trasporto e presso il macello. Verranno sviluppati e testati nuovi sensori per misurare i diversi indicatori, così che i dati possano essere raccolti in modo continuo e automatico. L’obiettivo è quello di utilizzare questi dati per fornire feedback e consigli sulle migliori pratiche a tutti i responsabili della filiera, quindi agli allevatori, ai trasportatori e agli operatori durante la macellazione.</p>
<p><strong>La tecnologia Ppilow. </strong>Il progetto PPILOW mira a costruire attraverso un approccio multi-attore soluzioni per migliorare il benessere dei polli e dei suini allevati in sistemi di allevamento non convenzionali, quindi all’aperto, biologici e a bassi input. Infatti, sebbene ci sia la credenza che questi sistemi estensivi garantiscano un maggior benessere, per l’alto grado di espressione del comportamento naturale degli animali, in realtà l’effettivo stato di benessere fuori dalle stalle non è così elevato come si pensa e sono ancora molte le criticità.</p>
<p><strong>Fonte: <a href="https://www.carnisostenibili.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carni Sostenibili</a></strong></p>
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		<title>POLLO ITALIANO:  7 COSE (ALMENO) DA SAPERE</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 16:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fake News]]></category>
		<category><![CDATA[Il viaggio del pollo]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento intensivo polli]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento pollo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[avicoltura italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[filiera avicola italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il pollo italiano piace (e tanto), prodotto simbolo della nostra tradizione gastronomica, protagonista dei pranzi in famiglia come delle cene veloci all’ultimo momento. Ma quanto ne sappiamo davvero? Spesso siamo vittime di fake news e falsi allarmismi. Dalla filiera alla tavola, ecco 7 curiosità e informazioni utili su uno degli alimenti più amati 1) ALLEVAMENTI &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/2258/pollo-italiano-7-cose-almeno-sapere/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "POLLO ITALIANO:  7 COSE (ALMENO) DA SAPERE"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il pollo italiano piace (e tanto), prodotto simbolo della nostra tradizione gastronomica, protagonista dei pranzi in famiglia come delle cene veloci all’ultimo momento. Ma quanto ne sappiamo davvero? Spesso siamo vittime di fake news e falsi allarmismi. Dalla filiera alla tavola, ecco 7 curiosità e informazioni utili su uno degli alimenti più amati</p>
<p><strong>1) ALLEVAMENTI DI POLLO</strong> &#8211; Benessere animale, qualità, e sostenibilità.<br />
La filiera avicola guarda al futuro e Unaitalia, associazione di riferimento del settore avicolo italiano, promuove un piano d&#8217;azione che punta a migliorare gli standard di allevamento, accrescere il benessere animale, favorire l&#8217;accesso ai fondi pubblici e contrastare le fake news sulle carni bianche. Il Protocollo coinvolgerà per la prima volta le istituzioni insieme alle sigle di allevatori, agricoltori, distributori e consumatori. Da quest’anno inoltre Unaitalia ha promosso la prima edizione del premio “Avicoltore dell’anno”: Premio 2017 Migliori pratiche del settore avicolo italiano” per valorizzare il ruolo degli allevatori, veri protagonisti del settore.</p>
<p><strong>2) LA FILIERA AVICOLA, UN’ECCELLENZA ITALIANA</strong> &#8211; L’Italia vanta una tradizione avicola d’eccellenza e su tutto il territorio sono presenti oltre 18.500 allevamenti, che impiegano 38.500 addetti, e producono una ricchezza parti a 4,2 miliardi di euro. Nella successiva fase di trasformazione operano in Italia 1600 imprese con 25.500 lavoratori, per un fatturato di 5,4 miliardi di euro.</p>
<p><strong>3) IL POLLO? È MADE IN ITALY (MA LO SANNO SOLO 3 ITALIANI SU 10)</strong><br />
Tutto il pollo che consumiamo in Italia è made in Italy, la filiera avicola italiana è infatti completamente autosufficiente (produciamo il 105,5% delle carni di pollo). Tutte le informazioni sulla provenienza della carne sono in etichetta, ma, ancora oggi solo 3 italiani su 10 lo sanno (Indagine Marilena Colussi /Doxa Advice).</p>
<p><strong>4) FALSI MITI DURI A MORIRE: ZERO ORMONI NEL POLLO ITALIANO E LE BATTERIE NON ESISTONO PIÙ DA OLTRE 50 ANNI</strong><br />
Nonostante sia un alimento molto amato, sul pollo persistono pregiudizi difficili da sradicare. Tra questi la presenza di ormoni: l’87% degli italiani pensa (a torto) che vengano utilizzati per la crescita dei polli, mentre il loro uso è illegale, severamente proibito da leggi italiane e europee, e non trova alcun riscontro nelle migliaia di controlli che vengono effettuati ogni anno. Anche il pollo “in batteria” è un falso mito: tutti i polli, da oltre 60 anni, vengono allevati esclusivamente a terra, ma l’83% degli italiani non lo sa (ricerca Doxa/Unaitalia).</p>
<p><strong>5) ANTIBIOTICI: DIMEZZATO L’USO IN AVICOLTURA NEGLI ULTIMI 5 ANNI</strong><br />
Italiani “bocciati” anche sugli antibiotici: il 74% pensa che gli antibiotici siano utilizzati negli allevamenti per favorire la crescita, mentre è una pratica vietata in Europa dal 2006. È da chiarire inoltre che nel pollo che portiamo a tavola non ci sono mai residui di antibiotici, perché negli allevamenti italiani, è sempre rispettato il cosiddetto &#8220;periodo di sospensione&#8221;, cioè il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che il pollo venga avviato al consumo. Negli ultimi 5 anni inoltre l’uso del farmaco in avicoltura si è dimezzato (-49%).</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/UaDx8Hp_8Mo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>6) LA CARNE AVICOLA È LA PIÙ CONSUMATA AL MONDO</strong><br />
Protagonista di ricette ad ogni latitudine, dall’India all’Africa, dall’America Latina all’Asia, senza dimenticare il Mediterraneo, il pollo, gastronomicamente parlando, è cittadino del mondo. Un successo dato da bontà e versatilità, dalla capacità di coniugare tradizione e gusto metropolitano, e di andare d’accordo con tutte le prescrizioni, i dettami religiosi, le abitudini, le storie. Il pollo poi non ha particolari problemi di acclimatazione e può essere allevato un po’ ovunque, per questo nel mondo il consumo pro capite di carni avicole è oggi di circa 13,8 kg l’anno (FAO).</p>
<p>Non solo resto del mondo. Cresce l&#8217;apprezzamento per il pollo anche nel nostro Paese: negli ultimi 10 anni il consumo è aumentato del +38%. Anche nell’ultimo anno il consumo di pollo è cresciuto del 3% (15,33 kg pro-capite anno).  È, inoltre, la carne più amata dall’universo femminile, tanto che 7 donne su 10 la portano in tavola tutte le settimane secondo una recente ricerca Doxa/Unaitalia. È in assoluto la carne preferita dai bambini (piace al 93% dei piccoli). Ma non solo. È anche la carne prediletta dagli sportivi e da chi tiene alla forma fisica. Versatile, facile da preparare, capace di incontrare i gusti di tutti, ma anche leggero e nutriente, il pollo si conferma un alimento jolly adatto (e amato) da tutte le fasce di consumatori. E c’è persino una nicchia di appassionatu: 1 italiano su 3 che lo porta in tavola 2-3 volte a settimana e lo ordina anche al ristorante.</p>
<p><strong>7) POLLO PROMOSSO DAI NUTRIZIONISTI: PROTEINE NOBILI E POCHI GRASSI &#8211; </strong>La scienza conferma l’opinione degli italiani ed il parere di nutrizionisti, pediatri e medici dello sport è concorde. Grazie all’apporto di proteine &#8220;nobili&#8221; di elevato valore biologico, specifiche vitamine tra cui quelle del gruppo B, minerali tra cui il ferro, alla ridotta quantità di grassi totali con prevalenza di mono e polinsaturi, le carni avicole sono un perfetto alleato per la salute e il benessere fisico ad ogni età. Il loro consumo, in un&#8217;alimentazione varia ed equilibrata, si associa ad effetti neutri o favorevoli sul rischio delle principali patologie degenerative: come le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumori e il diabete (<a href="https://unaitalia.inc-press.com/alimentazione-documento-nfi-consumare-pollo-e-tacchino-abbina-gusto-e-salute-e-non-si-associa-a-un-aumento-del-rischio-delle-malattie-del-benessere">studio NFI</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Avicoltura: un modello vincente per le sfide della zootecnia italiana</title>
		<link>https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/1605/avicoltura-un-modello-vincente-per-le-sfide-della-zootecnia-italiana/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 11:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il viaggio del pollo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Avicoltura Italiana: Unaitalia, l’associazione nazionale di riferimento per il settore avicolo, propone una riflessione sulle sfide che attendono &#8211; tra criticità e qualche pregiudizio – il settore zootecnico italiano. E presenta uno studio Nomisma che per la prima volta mette in luce i fattori alla base del successo dell’avicoltura italiana La zootecnia italiana sta vivendo &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/1605/avicoltura-un-modello-vincente-per-le-sfide-della-zootecnia-italiana/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Avicoltura: un modello vincente per le sfide della zootecnia italiana"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><em><strong>Avicoltura Italiana: Unaitalia</strong>, l’associazione nazionale di riferimento per il settore avicolo, propone una riflessione sulle sfide che attendono &#8211; tra criticità e qualche pregiudizio – il settore zootecnico italiano. E presenta uno <strong>studio Nomisma</strong> che per la prima volta mette in luce i fattori alla base del successo dell’avicoltura italiana</em></p>
<p style="text-align: left;" align="center">La zootecnia italiana sta vivendo un periodo storico di grandi sfide e profondi cambiamenti. Crisi dei consumi, allarmi alimentari, frammentazione del tessuto produttivo, stanno mettendo a dura prova un comparto fondamentale per l’economia del Paese. In questo difficile contesto di mercato, il settore avicolo è quello che ha tenuto meglio: negli anni in cui la negativa congiuntura economica e l’avanzata del vegetarianismo hanno influenzato i consumi delle famiglie italiane, determinando un <b>calo della spesa per le carni</b> <b>e i derivati</b> pari a <b>-7,5%</b> a valori costanti, i prodotti avicoli – unico esempio tra le carni &#8211; hanno visto <b>aumentare, tra il 2009 e il 2015, i consumi (da 18,6 kg pro-capite a 20,2 kg)</b>, la <b>produzione</b> (<b>+9%</b>), la ricchezza prodotta dagli allevamenti (<b>+27%</b>) e quella prodotta dalla trasformazione (<b>+6,2%</b>).</p>
<p> Sulla base di questi positivi risultati, <strong>Unaitalia</strong>, l’associazione nazionale di riferimento per il settore avicolo, ha voluto promuovere <b>una più ampia riflessione di filiera</b> con l’obiettivo di disegnare un percorso di tutela e valorizzazione dell’intero patrimonio zootecnico nazionale. Punto di partenza, uno <b>studio condotto da Nomisma sulla filiera avicola integrata</b>, che, per la prima volta, ha analizzato in profondità i fattori di successo di un modello produttivo che in questi anni si è rivelato vincente. E che in sintesi vanno ricercati nelle <b>forti radici agricole, nella pluralità di attori in un sistema fortemente integrato, nella totale autosufficienza e in una cultura dell’innovazione e della qualità</b> capace di rispondere alla domanda di un consumatore sempre più esigente.</p>
<p>Lo studio di <strong>Nomisma</strong> racconta di un comparto che, grazie a una <strong>filiera dalla forte integrazione verticale</strong>, ha saputo sviluppare e diffondere efficacemente gli elementi qualificanti del proprio modello produttivo – <strong>tutela della sicurezza alimentare e del benessere animale, biosicurezza, sostenibilità ambientale</strong> – e rispondere così alle mutevoli esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più orientati a prodotti ad alto contenuto di servizio, ma anche sempre più informati, consapevoli e sensibili.<i> </i></p>
<p><i>“</i><em>Abbiamo voluto mettere intorno ad un tavolo le istituzioni e i rappresentanti del mondo agricolo e della filiera</em><i> – </i>spiega il <strong>presidente di Unaitalia Aldo Muraro</strong><i> &#8211; </i><em>ponendo al centro del dibattito l’esigenza di valorizzare le produzioni zootecniche nazionali e rivendicando il loro ruolo economico primario nel sistema agroalimentare. Vogliamo stimolare una riflessione sui modelli più adatti a sostenere le sfide del futuro, per disegnare un nuovo approccio ad una zootecnia sempre più sostenibile, con una crescente attenzione al benessere animale. Crediamo che l’avicoltura, con il suo sistema di integrazione di filiera che si è rivelato vincente – e su cui c’è forse scarsa conoscenza e qualche pregiudizio – possa rappresentare un interessante punto di riferimento per l’intero comparto zootecnico italiano</em><i>”.</i></p>
<p><strong> NOMISMA: LA FILIERA AVICOLA INTEGRATA È UNA RISORSA PER L’AGRICOLTURA E GIOCA A FAVORE DI IMPRESE E ALLEVATORI, MA ANCHE DEL CONSUMATORE E DELL’AMBIENTE</strong></p>
<p>L’evoluzione strutturale e organizzativa del settore avicolo verso un modello integrato, costituito da pochi operatori di medie e grandi dimensioni che coinvolgono una moltitudine di imprese agroalimentari fortemente integrate lungo la filiera, è alla base del <b>trend positivo che nell’ultimo decennio ha caratterizzato il valore della produzione avicola nel nostro Paese</b>. La <b>ricchezza</b> prodotta dagli allevamenti della filiera &#8211; pari a <b>4,2 miliardi di euro</b> nel 2015 – ha registrato infatti un sensibile aumento, in particolare nel periodo 2009-2015, in cui si è registrato un <b>+27%</b>.</p>
<p>Ma l’andamento positivo del settore avicolo negli ultimi dieci anni – spiega il rapporto Nomisma – è anche dovuto alla capacità da parte del sistema produttivo avicolo di interpretare il radicale <b>mutamento delle abitudini di consumo</b> degli italiani, che negli anni ’60 e ‘70 consumavano quasi esclusivamente pollo intero. A partire dagli anni ‘80 le preferenze si sono spostate sempre di più verso il pollo in parti (che nel 2014 ha rappresentato il <b>61%</b> dei consumi di carne di pollo) e, parallelamente, verso quello lavorato e ad alto contenuto di servizio, che nel 2014 ha raggiunto il <b>28%</b> del totale dei consumi di categoria, contro solo l’<b>11%</b> relativo al prodotto intero.</p>
<p>L’importanza socio-economica della filiera avicola per il sistema agricolo, e più in generale per l’agroalimentare italiano, è evidente. Secondo il rapporto Nomisma, nella fase primaria gli allevamenti avicoli assicurano l’<b>8,5%</b> del valore della produzione agricola italiana e il <b>4,2%</b> degli addetti dell’intero comparto agricolo. In quella successiva di macellazione e trasformazione le imprese di lavorazione di carni avicole e produzione di uova rappresentano il <b>4,2%</b> delle vendite e il <b>5,7%</b> degli addetti dell’industria alimentare italiana.</p>
<p>L’integrazione di filiera adottata dall’avicoltura italiana offre <b>più vantaggi agli allevatori,</b> che possono beneficiare di garanzie non sempre presenti in agricoltura: un rapporto di collaborazione stabile nel tempo, un qualificato supporto tecnico-sanitario e, soprattutto, una maggior tutela da condizioni di mercato perturbate che colpiscono altri settori agricoli.</p>
<p>Parliamo di circa <b>18.500 allevamenti</b> che impiegano <b>38.500 addetti</b>, con produzione e occupazione in gran parte concentrati in <b>6.000 allevamenti professionali </b>con almeno 250 capi, cui si affiancano un gran numero di allevamenti di tipo rurale distribuiti all’interno territorio nazionale.</p>
<p>La fase della trasformazione (macellazione, sezionamento e preparazione delle carni e lavorazione delle uova) è assicurata da circa <b>1.600 imprese agroindustriali</b>, che danno lavoro direttamente a circa <b>25.500 addetti e che grazie alla filiera integrata</b> possono contare su una base produttiva stabile con la quale investire per rispondere alle nuove esigenze della domanda.</p>
<p>Attraverso l’integrazione verticale le aziende avicole possono condividere e adottare rapidamente <em>best practice</em> ed implementare efficaci sistemi di autocontrollo che si integrano con le attività <b>ispettive di monitoraggio e analisi delle autorità sanitarie pubbliche</b> assicurate da oltre <b>4.500 veterinari pubblici</b> presenti sul territorio nazionale.</p>
<p>Un esempio di come in una filiera integrata si possano favorire comportamenti virtuosi è offerto dai risultati raggiunti con il <b>Piano nazionale per l’uso responsabile del farmaco veterinario</b> e la <b>lotta all’antibiotico-resistenza in avicoltura</b>, elaborato da <strong>UNAITALIA</strong>, in rappresentanza delle filiere avicole, in collaborazione con la Società Italiana di Patologia Aviare, con la supervisione del Ministero della Salute. Il Piano, varato nel luglio 2015, ha carattere volontario, mira ad un <b>uso razionale degli antibiotici in avicoltura</b> per limitare l’insorgere di fenomeni di resistenza ed ha come obiettivo la riduzione dell’impiego di antibiotici negli allevamenti avicoli aderenti. L’obiettivo era di ridurre del 15% (rispetto al dato 2011) il consumo totale di antibiotici entro il 2015, e di arrivare a meno 40% nel 2018. <b>L’obiettivo 2018 è stato già praticamente raggiunto, con una riduzione dell’indicatore di consumo per l’anno 2015 rispetto al 2011 del 39,95%.</b></p>
<p>Un altro esempio: con riferimento alla presenza negli animali vivi e nei prodotti immessi sul mercato di eventuali residui di <b>sostanze anabolizzanti</b> e <b>farmaci veterinari</b> (ad esempio antibiotici) lo studio Nomisma evidenzia come dalle ispezioni svolte nel 2014, a fronte di un ampio campionamento che ha coinvolto i diversi settori delle produzioni animali (bovini, suini, avicoli, ecc.), nel caso delle produzioni avicole la non conformità è stata limitatissima, pari allo <b>0,04%</b>.</p>
<p>Risultati che si devono anche al<b> sistema di norme dell’Unione Europea</b>, più complete rispetto a quelle di altri paesi specializzati nella filiera avicola, come USA, Brasile e Tailandia.</p>
<p><strong> PIÙ BENESSERE ANIMALE &#8211; </strong>Il modello avicolo italiano, basato sull’integrazione di filiera, rappresenta anche un valido strumento attraverso il quale è stato possibile sviluppare efficacemente le migliori pratiche per il benessere animale e diffonderle su ampia scala all’intera filiera: dall’adozione della ventilazione forzata ai fini di garantire un buon ricambio d’aria negli allevamenti, alle soluzioni e pratiche volontarie adottate dalle aziende avicole italiane per migliorare il benessere degli animali durante il trasporto e ridurne lo stress. Ad esempio, la forte specializzazione geografica dell’avicoltura italiana (con allevamenti localizzati a breve distanza dagli impianti di macellazione) consente tempi medi di trasporto degli animali compresi tra le due e le quattro ore, una tempistica nettamente inferiore rispetto a quella massima (12 ore) prevista dalla normativa di riferimento.</p>
<p><strong>MINOR IMPATTO SULL’AMBIENTE &#8211; </strong>Le carni avicole, all’interno della categoria degli “alimenti proteici non derivati dal latte”, rivestono un ruolo preminente tra quelle che impattano meno sull’ambiente. Infatti, le caratteristiche intrinseche delle specie avicole, <em>in primis</em> l’elevato indice di conversione degli alimenti e l’assenza di processi fermentativi, rende i prodotti dell’avicoltura tra i meno impattanti di questa categoria.</p>
<p>Tra i player della filiera avicola italiana è prassi diffusa l’attuazione, lungo tutta la filiera produttiva, di interventi di efficienza energetica tesi ad aumentare il risparmio energetico e a contenere le emissioni di CO2 in atmosfera: si va dall’eliminazione degli sprechi di prodotti, materiali e risorse idro-energetiche all’implementazione di sistemi di monitoraggio dei consumi, per arrivare all’utilizzo, laddove consentito, di acqua di recupero opportunamente trattata oppure all’uso di illuminazione a LED. Anche lo sviluppo di progetti nel campo delle energie rinnovabili  coinvolge tutti i principali operatori della filiera avicola. Come per esempio l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli allevamenti e degli stabilimenti,  la costruzione di impianti per la produzione di biogas o l’utilizzo di scarti di lavorazione e acque reflue.</p>
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		<title>Pollo italiano? Una filiera da esportare</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 11:15:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Dal farm to fork alla filiera integrata, ecco perché la produzione avicola italiana è un modello di eccellenza Se potesse parlare, lo farebbe di certo in italiano. Sì perché il pollo che arriva sulle nostre tavole è nazionale al 99% e l’origine italiana di cui si legge sulle etichette, assicura che quel pollo è nato, &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/1225/pollo-italiano-una-filiera-da-esportare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Pollo italiano? Una filiera da esportare"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Dal farm to fork alla filiera integrata, ecco perché la produzione avicola italiana è un modello di eccellenza</strong></em></p>
<p><em>Se potesse parlare, lo farebbe di certo in italiano. Sì perché il pollo che arriva sulle nostre tavole è nazionale al 99% e l’origine italiana di cui si legge sulle etichette, assicura che quel pollo è nato, allevato e macellato nel nostro Paese.</em></p>
<p><strong>Tutti lo vogliono “made in Italy”</strong> &#8211; Non esiste marchio o certificazione più importante di un “99% made in Italy”, una percentuale che è sinonimo di sicurezza, tracciabilità, trasparenza e sostenibilità, vediamo perché. Innanzitutto l’Italia ha una forte tradizione avicola e questo ha fatto sì che negli anni la filiera si rendesse autosufficiente, dall’allevamento di polli e tacchini fino alla trasformazione e alla consegna delle carni. La quantità di polli e i tacchini allevati in Italia copre tutta la domanda interna, lasciando spazio anche all’esportazione; i nostri polli sono così buoni che li vogliono anche all’estero, soprattutto perché tutte le fasi legate alla produzione di carni avicole italiane rappresentano un modello di eccellenza e sono sinonimo di qualità.</p>
<p><strong>Pollo, un “modello” d’eccellenza</strong> &#8211; La filiera italiana si ispira all’approccio europeo del “From farm to fork” &#8211; un modello di sicurezza alimentare che si basa su un complesso sistema di norme e controlli che garantiscono l’igiene di processo ed elevato standard di sicurezza &#8211; e si caratterizza per l’integrazione verticale, ossia la capacità degli avicoltori di controllare tutte le fasi del processo produttivo. La carne di pollo italiana può dirsi “superfresca” in quanto ha subito un controllo accurato sui mangimi, sugli allevamenti, sulla trasformazione, sul confezionamento e addirittura sulla logistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buono, italiano e sostenibile anche nel prezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 17:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La passione per il pollo cresce in tutto il mondo. Il pollo italiano è una vera e propria eccellenza Crisi? Non per il pollo – Dategli pure del pollo italiano, non si offenderà visti i successi in dieci anni per consumo e produzione. Oggi un italiano consuma in media 12,7 kg di pollo, + 8,5% rispetto &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/107/buono-italiano-e-sostenibile-anche-nel-prezzo/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Buono, italiano e sostenibile anche nel prezzo"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La passione per il pollo cresce in tutto il mondo. Il pollo italiano è una vera e propria eccellenza</strong></em></p>
<p><strong>Crisi? Non per il pollo</strong> – Dategli pure del <strong>pollo italiano</strong>, non si offenderà visti i successi in dieci anni per consumo e produzione. Oggi un italiano consuma in media 12,7 kg di pollo, + 8,5% rispetto al 2002. La produzione è aumentata del +16% toccando nel 2012 le 817 mila tonnellate. Ma, con i nuovi stili di vita dettati dalla modernità, sono emerse nuove tendenze di acquisto, in particolare per quanto riguarda i prodotti semi-pronti.</p>
<p><strong>Il pollo e il “saper fare” tutti italiani</strong> &#8211; Spiedini, rollè, bocconcini, hamburger costituiscono oggi il 26% della carne di pollo consumata contro il 14% dei primi anni 2000. Nuovi stili di vita ed esigenze pratiche spingono i consumatori verso l’utilizzo sempre più consistente di prodotti preparati e trasformati, una realtà che fino agli anni 80 non era neanche presente sul mercato. La chiave di forza del settore avicolo va dunque ricercata ancora una volta nel “saper fare italiano”, accostando la forza della tradizione gastronomica a proposte di alto valore aggiunto in grado di valorizzare la ricetta pronta.</p>
<p><strong>Pollo, alimento anti-crisi</strong> &#8211; Cambiano le tipologie di pollo acquistato ma resta costante l’aspetto convenienza, il prezzo del pollo infatti è diminuito in 10 anni del -12%*.<br />
Un kg di carne nel 2002 costava in media 4,8 euro, oggi la stessa quantità di carne di pollo costa in media 4,2**. Per fare un paragone, nello stesso arco di tempo un kg di carne di vitello è passato da 17,6 euro a 25 euro (con una crescita del +30%). Insomma, grande convenienza unita alle indiscutibili proprietà nutrizionali sembrano spiegare il boom dei consumi di pollo in questo particolare momento storico</p>
<p>*Secondo un’elaborazione UNAITALIA su dati ISTAT;<br />
**i valori sono stati attualizzati con i coefficienti Istat 2012.</p>
<p><a href="https://www.vivailpollo.it/wp-content/uploads/2014/02/6_viaggio-del-pollo_italiano-e-sostenibile_rid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-92" src="https://www.vivailpollo.it/wp-content/uploads/2014/02/6_viaggio-del-pollo_italiano-e-sostenibile_rid.jpg" alt="viaggio del pollo_italiano e sostenibile" width="960" height="640" srcset="https://www.vivailpollo.it/wp-content/uploads/2014/02/6_viaggio-del-pollo_italiano-e-sostenibile_rid.jpg 960w, https://www.vivailpollo.it/wp-content/uploads/2014/02/6_viaggio-del-pollo_italiano-e-sostenibile_rid-300x200.jpg 300w, https://www.vivailpollo.it/wp-content/uploads/2014/02/6_viaggio-del-pollo_italiano-e-sostenibile_rid-700x466.jpg 700w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></a></p>
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