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	<title>assemblea annuale &#8211; Viva il Pollo</title>
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	<description>Ricette e curiosità dal mondo del pollo</description>
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	<title>assemblea annuale &#8211; Viva il Pollo</title>
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		<title>Pollo, Unaitalia: le carni bianche nel 2021 hanno fatturato a 5,9 mld (+3,3%)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 12:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il viaggio del pollo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Avicoltura, torna a crescere anche l&#8217;export (+8,3%) soprattutto del pollo (+12,2%) Oltre 800 milioni di euro bruciati in un anno, di cui 450 solo nella fase agricola. È l’impatto che la crisi internazionale, il rialzo prezzi delle materie prime e dell’energia e gli effetti della guerra hanno avuto sulla filiera avicola italiana. A dare le &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/4486/carni-bianche-5/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Pollo, Unaitalia: le carni bianche nel 2021 hanno fatturato a 5,9 mld (+3,3%)"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Avicoltura, torna a crescere anche l&#8217;export (+8,3%) soprattutto del pollo (+12,2%) </strong></p>
<p>Oltre <strong>800 milioni di euro bruciati</strong> in un anno, di cui 450 solo nella fase agricola. È l’impatto che la crisi internazionale, il rialzo prezzi delle materie prime e dell’energia e gli effetti della guerra hanno avuto sulla filiera avicola italiana. A dare le stime è <strong>Unaitalia</strong>, l’associazione che rappresenta oltre il 90% della produzione avicola nazionale, durante l’assemblea nazionale “<em>L’avicoltura italiana alla luce del nuovo contesto socioeconomico</em>”, in corso oggi a Roma, alla presenza delle principali associazioni agricole e del mondo della cooperazione.</p>
<p>L’<a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/2562/avicoltura-tecnologia-la-coppia-non-ti-aspetti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avicoltura</a>, unica filiera zootecnica totalmente autosufficiente, ad esclusione del solo approvvigionamento delle materie prime per la mangimistica, è tra i settori più colpiti: nel I trimestre 2022, a fronte di un aumento generalizzato dei costi agricoli del 18,4%, la carne avicola ha registrato incrementi dei costi produttivi del 21,1% per la carne e del 50% per le uova (dati Ismea).  Ad incidere maggiormente è il costo vertiginoso dei mangimi, che assorbono il 60% dei costi di produzione, aumentati del 33% nel primo trimestre 2022 e di un ulteriore 40% ad aprile su base annua. In particolare, solo ad aprile 2022 il mais è cresciuto del 59%, la soia del 15% e l’orzo del 90%. Criticità queste, che si inseriscono in uno scenario sempre più complesso, caratterizzato dall’uscita dalla fase pandemica e dai problemi di approvvigionamento e logistici a livello mondiale, e dagli effetti indiretti della guerra in Ucraina.</p>
<p>“Sui prezzi delle materie prime – dichiara il <strong>presidente di Unaitalia, Antonio Forlini</strong> – dobbiamo però essere chiari: oltre che ad aumenti derivanti dal conflitto Russia-Ucraina, dalla corsa all’approvvigionamento preventivo da parte della Cina ed alle difficoltà di produzione legate ai cambiamenti climatici, siamo di fronte a dinamiche speculative, in atto da quasi 2 anni, che devono essere fermate. I dati forniti dal CFTC Usa dimostrano infatti come i rincari su grano, mais e soia siano anche legati all’ingresso, da metà 2020, di investitori “non commerciali” nel mercato delle materie prime. Da allora i prezzi sono arrivati ai massimi storici, con valori raddoppiati rispetto alle medie del 2015-2020. Anche l’Indice IGC Grains&amp;Oilseeds evidenzia una forbice del<strong> +80% tra i valori medi del 2015-2020 (1’semestre) e quelli attuali.</strong> Così non è sostenibile – continua Forlini -. Fino ad oggi il settore ha tenuto testa alla crisi grazie al suo alto livello di integrazione verticale, ma siamo molto preoccupati per il futuro. I cambiamenti dello scenario mondiale, a livello sanitario, politico ed economico ci stanno insegnando l’importanza della sovranità alimentare e dell’accesso al cibo. E che<strong> non possiamo più dare per scontata la nostra autosufficienza, oggi al 108,4%.</strong> Occorre perciò abbandonare le logiche del passato in un’ottica strategica di medio lungo periodo, che significa limitare la dipendenza dall’estero e garantire la nostra capacità produttiva, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili, dal Pnrr alla Pac, alle nuove tecnologie. Ma anche procedere verso una <strong>graduale transizione green che miri ad una sostenibilità durevole ed efficace guardando anche agli aspetti economici e sociali</strong>”.</p>
<p>Con 6.000 allevamenti professionali e 64mila addetti (38.500 nella fase di allevamento e 25.500 addetti alla trasformazione), l’Italia nel 2021 ha prodotto 1.374.000 tonnellate di carne (-1,14% sul 2020), pari al 108% dei consumi.</p>
<p>Sono 12,1 miliardi le uova prodotte, con un tasso di approvvigionamento pari al 97%.<br />
<strong>Complessivamente il settore vale 5,9 miliardi</strong> di euro (4.830 milioni per le carni e 1.070 milioni per le uova). <strong>In ripresa l’export delle carni (+8,3%)</strong>, soprattutto il pollo, passato a 131mila tonnellate (+12,2%).</p>
<p><strong>CARNI BIANCHE, UNAITALIA: CRESCIUTI IN 5 ANNI GLI ACQUISTI +9% IN QUANTITA’ E +19% A VALORE. NEL I TRIMESTRE CALA LA DOMANDA AL CONSUMO, MA NON LA SPESA (+4%). IL POLLO È LA CARNE PIU’ CONSUMATA DAGLI ITALIANI</strong></p>
<p>Dopo la forte crescita degli ultimi 5 anni (2017-2021), in cui le carni avicole hanno registrato un aumento degli acquisti del 9% in quantità e del 19% in valore, mostrando una dinamica di gran lunga più favorevole rispetto all’intero comparto delle carni, <strong>il comparto registra ora i primi segnali di riallineamento al 2019.</strong> In lieve flessione l’utilizzazione interna, pari a 1 milione 267mila tonnellate (-2%) e i consumi pro-capite (-0,5%), arrivati a 21,43 kg (Dati Ismea/Unaitalia).</p>
<p>Anche nel primo trimestre 2022, in risposta all’incremento dei prezzi medi, la domanda al consumo mostra i primi segni di contrazione (-11% a volume sul I trim. 2021), riallenandosi ai volumi pre-pandemia del I trimestre 2019 (86mila tonnellate). <strong>Rimane però una spesa più alta del 4% rispetto ai primi tre mesi del 2021</strong> (dati Ismea).</p>
<p><strong>La carne di pollo rimane di gran lunga la carne più consumata dagli italiani, anche nel 2021</strong>: il 72% lo mangia almeno una volta alla settimana, al pari di carne e pesce, seguita a lunga distanza da manzo (54%), maiale (50%), vitello (46%). In media il pollo è consumato quasi 2 volte a settimana (dati Doxa 2021).</p>
<p>L’origine delle materie prime è infatti il primo driver di scelta nell’acquisto per la carne bianca e le uova (indicata dal 66% dei consumatori) in abbinamento alla sostenibilità dei prodotti che sta diventando sempre di più un elemento guida negli acquisti, soprattutto di uova (14%), carne bianca e carne rossa (entrambe al 9%), dopo il pane fresco (10%). (dati Ismea <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fd%252F9%252FD.02f41e70a463c1f64e1c/P/BLOB%3AID%3D11786/E/pdf">I consumi domestici delle famiglie maggio 2022</a>)</p>
<p><strong>IL PROTOCOLLO UNAITALIA &#8211; BANCO ALIMENTARE </strong></p>
<p>Con l’inflazione (+6,8% a maggio su base annua) solo il 2% degli italiani sembra disposta a svuotare il carrello della spesa, ma il 90% è spaventato dall’aumento dei prezzi di prima necessità tanto che il 70% punta a evitare gli sprechi di cibo (dati Ismea). In quest’ottica Unaitalia e Banco Alimentare si uniscono per dare un aiuto concreto alle famiglie.</p>
<p>“Il nostro settore vuole continuare ad assicurare cibo sano ed accessibile a tutti – dichiara il <strong>presidente di Unaitalia, Antonio</strong> <strong>Forlini</strong> – ed è impegnato nel declinare con atti concreti la responsabilità sociale di impresa. Per questo ci impegniamo oggi a sottoscrivere con Banco Alimentare un protocollo per favorire meccanismi di collaborazione per la donazione dei nostri prodotti a chi è in difficoltà, rafforzando e strutturando una collaborazione già in essere, ma che è nostra intenzione rendere ancora più incisiva”.</p>
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		<title>Avicoltura, UNAITALIA: oltre 50 mln di euro investiti in sostenibilità negli ultimi 5 anni</title>
		<link>https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/4165/avicoltura-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 09:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le sfide della transizione ecologica fra sostenibilità e innovazione digitale per la crescita dell&#8217; avicoltura 100% italiana ALLEVAMENTI HIGHTECH E ANCORA PIU’ GREEN  Oltre cinquanta milioni di euro di investimenti green negli ultimi 5 anni. È il bilancio dell’avicoltura italiana 2020 verso gli obiettivi della transizione ecologica reso noto da Unaitalia, l’associazione che rappresenta oltre &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/4165/avicoltura-2/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Avicoltura, UNAITALIA: oltre 50 mln di euro investiti in sostenibilità negli ultimi 5 anni"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le sfide della transizione ecologica fra sostenibilità e innovazione digitale per la crescita dell&#8217; avicoltura 100% italiana</em></p>
<p><strong>ALLEVAMENTI HIGHTECH E ANCORA PIU’ GREEN</strong>  Oltre cinquanta milioni di euro di investimenti green negli ultimi 5 anni. È il bilancio dell’avicoltura italiana 2020 verso gli obiettivi della transizione ecologica reso noto da Unaitalia, l’associazione che rappresenta oltre il 90% della produzione avicola nazionale durante l’assemblea nazionale “<em>L’ avicoltura italiana e le sfide della transizione ecologica. Sostenibilità e innovazione digitale per la crescita della filiera</em>” in corso oggi a Roma, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, e delle principali associazioni agricole e della cooperazione.</p>
<p><strong>Con un fatturato di 5,7 miliardi di euro nel 2020</strong> <strong>(+3,8% sul 2019)</strong>, 6000 allevamenti professionali e 64mila addetti (38.500 allevatori e 25.500 addetti alla trasformazione), l’avicoltura italiana ha già imboccato la strada verso la sostenibilità. Negli ultimi cinque anni sono stati prodotti 310 milioni di kw di energia elettrica rinnovabile, recuperati 46 miliardi di litri di acque di processo, ed è quasi il 60% la percentuale di mezzi a ridotta emissione di Co2 utilizzati dalla filiera. Prosegue, inoltre, l’impegno verso pratiche di gestione dell’allevamento sempre più virtuose, testimoniato dal trend in continua riduzione <strong>degli antibiotici, con un ulteriore calo del 6% nel 2020, giungendo al &#8211; 88% dal 2011 ad oggi.</strong></p>
<p>Secondo i dati illustrati in assemblea dal <strong>presidente Unaitalia, Antonio Forlini, il cui mandato di presidenza è stato riconfermato oggi per il prossimo triennio</strong>, gli oltre 50 milioni di euro investiti con fondi propri dalle aziende associate ad Unaitalia in materia di sostenibilità ambientale, hanno permesso di produrre energia elettrica rinnovabile per 62 milioni di kw/anno e di avviare al recupero il 90% degli scarti di lavorazione.<br />
Gli investimenti hanno riguardato anche la produzione di biogas e biometano da fonte rinnovabile (17,3 mln di metri cubi all’anno) e la restituzione delle acque depurate all’ambiente (9,2 mln di metri cubi all’anno)</p>
<p><strong>Per il presidente di Unaitalia,</strong> <strong>Antonio Forlini: </strong>“In uno scenario che vede la popolazione globale in continua e progressiva crescita, l’obiettivo che dobbiamo porci è produrre cibo sufficiente per tutti utilizzando sempre meno risorse naturali e conciliando sostenibilità ambientale, sociale ed economica.  L&#8217; avicoltura, che con la sua <strong>filiera integrata e 100% italiana</strong> incarna perfettamente i principi del From farm to Fork, <strong>è pronta a cogliere le sfide della transizione ecologica e del Green Deal</strong>. Vogliamo essere parte della soluzione per raggiungere gli obiettivi Ue, implementando l’uso di energie rinnovabili e nuove tecnologie per impattare sempre di meno sul clima e garantire un maggior benessere animale. <strong>La nostra ambizione è arrivare entro 10 anni ad avere l’intero parco avicolo italiano non solo ad alta tecnologia</strong>, ma anche <strong>autosufficiente dal punto di vista energetico ed a ridotto impatto ambientale: </strong>diffusione dei pannelli solari, produzione di biogas, sistemi innovativi di recupero delle acque, digitalizzazione, e interventi di piantumazione per la compensazione delle Co2 negli allevamenti. Molti sono i passi avanti fatti finora dal settore, ma <strong>p</strong><strong>er continuare il percorso che la filiera</strong> <strong>ha già tracciato in questi 5 anni attingendo a fondi propri</strong>, abbiamo bisogno di <strong>misure e risorse adeguate che sostengano la fase agricola, di trasformazione e distributiva senza lasciare nessuno indietro.</strong> Strategici risultano i fondi messi a disposizione dal <strong>PNNR</strong>, un’occasione unica per far ripartire il Paese con un mix di investimenti pubblico-privati. Per l’avicoltura è un’occasione da non sprecare per <strong>rinnovare il parco agrisolare del 25-30%</strong> <strong>degli allevamenti.</strong> Essenziale anche la <strong>diffusione della banda larga</strong> nelle aree rurali, indispensabile per lo sviluppo tecnologico, il sostegno ai <strong>contratti di filiera</strong> e la <strong>semplificazione normativa per rendere realizzabili gli investimenti fino all’ultimo step della fase attuativa</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CARNI BIANCHE, UNAITALIA: ANCHE NEL 2020 LE PIU’ CONSUMATE DAGLI ITALIANI</strong></p>
<p>Il Covid non ferma l’ascesa delle carni bianche. Con il 35% delle quote di mercato a volume, le carni avicole rimangono <strong>le più acquistate dagli italiani</strong>, seguite dalle carni bovine (33%) e dalle suine (21%). Crescono anche gli <strong>acquisti domestici (+10% a valore</strong> e +<strong>7,7% a volume sul 2019</strong>) e i <strong>consumi pro-capite </strong>arrivati a 21,5 kg (+1,93%).</p>
<p>Il trend della spesa in aumento <strong>è confermato anche nel primo trimestre 2021: +1% sullo stesso periodo dell’anno precedente (dati Ismea)</strong>. Merito della <strong>parziale</strong> <strong>conversione</strong> dei consumi fuori casa in consumi domestici, combinata al valore aggiunto dei prodotti. L’ avicoltura è infatti il settore zootecnico che più di tutti ha sviluppato la linea degli elaborati e dei confezionati, riuscendo nel 2020 quanto nel 2021 a dar maggior durabilità e flessibilità a una buona parte della produzione.</p>
<p>È anche exploit per le <strong>uova: </strong>dopo il boom del lockdown, si confermano il <strong>segmento più dinamico nella spesa degli italiani</strong> <strong>con +14,5%</strong> (dati Ismea-Nielsen). Oggi se ne consumano circa 12,9 miliardi, pari a 216 a testa (+3,23% sul 2019), e sempre più da galline allevate a terra (+21,1%), all’aperto (+13,4%) e da allevamenti bio (+4%) (elaborazioni dati Ismea-Nielsen Market Track). E le <strong>stime 2021<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></strong> parlano di una produzione stabile, con una lieve crescita, nell’ordine del 0,3% a volume (Fonte tavolo esperti Commissione Ue).</p>
<p>Secondo i dati diffusi oggi dal presidente di Unaitalia Antonio Forlini, nel 2020 crescono sia <strong>il fatturato (+3,82%)</strong>, che si attesta a <strong>5,7 miliardi di euro</strong> (4,56 mld per le carni e 1,15 miliardi per le uova per la sola parte agricola), che la <strong>produzione</strong> di carni bianche (pari a 1.389.900 tonnellate +<strong>1,8 % </strong>sul 2019) e di uova (12,3 miliardi, + 0,7%). A registrare il trend migliore sono soprattutto il tacchino (+4%, 313mila tonnellate) e il pollo (+1,68%), che rappresentano il 74% della produzione di carni bianche.</p>
<p>Per il presidente di Unaitalia, <strong>Antonio Forlini</strong>: “L&#8217;avicoltura italiana nell’anno del Covid ha mostrato la sua forte resilienza confermandosi al quinto posto tra i produttori Ue, con una produzione in crescita dell’1,8%, in controtendenza alla media europea (-0,1%). <strong>E secondo le stime della Commissione Ue l’Italia nel 2021 sarà l’unico fra i primi cinque Paesi produttori Ue a segno più (+0,1%) con una produzione sulle 1,39 mln di tonnellate, in linea con l’anno precedente</strong>. L&#8217;avicoltura italiana ha tenuto meglio degli altri grazie a una filiera nazionale caratterizzata da forte integrazione verticale e autosufficienza (107,5%) che ha permesso di adeguare in tempo reale la produzione alla domanda. Permane però una<strong> forte incertezza sul fronte della redditività, visto il rialzo vertiginoso dei prezzi delle materie prime, cresciute da gennaio a maggio del 42%, che deve essere riconosciuto dalla Grande distribuzione per non indebolire la produzione italiana, al pari dei maggiori costi di produzione, inevitabili per conseguire gli obiettivi sulla sostenibilità richiesti dalla strategia From Farm to Fork. </strong>Se da una parte, questa strategia genererà prodotti Ue più sostenibili e a maggior valore aggiunto, dall’altra aumenterà il gap in termini di costi di produzione e competitività dei prezzi tra le produzioni europee e quelle dei Paesi terzi. E c’è <strong>un altissimo rischio di un aumento di importazioni extra Ue nel nostro Paese, in favore di consumi più a buon mercato ma meno sostenibili.</strong> <strong>Fondamentale sarà tutelare le produzioni Ue dall’importazione indiscriminata di materia prima estera</strong>, <strong>che metterebbe a rischio non solo l’autosufficienza dell’avicoltura italiana ma l’intera zootecnia italiana ed europea</strong>. In questo senso avvertiamo la ratifica dell’accordo Ue- Mercosur, che aumenterà la quota di import di carni bianche dal Sudamerica, ancora come una forte minaccia”.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Fonte: European Commission Eu production of eggs for consumption (expert forecast spring 2021)</p>
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