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	<title>fake news sul pollo &#8211; Viva il Pollo</title>
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	<description>Ricette e curiosità dal mondo del pollo</description>
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	<title>fake news sul pollo &#8211; Viva il Pollo</title>
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		<title>Filiera avicola italiana: cinque cose che forse non sai sul pollo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 10:58:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il viaggio del pollo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Scopriamo qualcosa in più sulla filiera  avicola italiana Nonostante sia un alimento molto amato, sul pollo persistono pregiudizi difficili da sradicare. Tanti dubbi affliggono il consumatore prima dell’acquisto di fronte al banco frigo del supermercato di fiducia. Ecco perché vale la pena leggere il nostro piccolo vademecum per fugare assieme i principali nodi attorno al &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/4103/filiera-avicola-5/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Filiera avicola italiana: cinque cose che forse non sai sul pollo"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scopriamo qualcosa in più sulla filiera  avicola italiana</strong></p>
<p>Nonostante sia un alimento molto amato, sul pollo persistono pregiudizi difficili da sradicare. Tanti dubbi affliggono il consumatore prima dell’acquisto di fronte al banco frigo del supermercato di fiducia. Ecco perché vale la pena leggere il nostro piccolo vademecum per fugare assieme i principali nodi attorno al consumo del pollo.</p>
<ul>
<li><strong>La filiera avicola è 100% made in Italy &#8211; </strong>Primo tra tutti: da dove viene questo pollo? Niente di più semplice da fugare. Tutto il pollo che consumiamo in Italia è <em>Made in Italy</em>: la filiera avicola italiana, una tradizione d’eccellenza presente su tutto il territorio con oltre 18.500 allevamenti, è infatti completamente autosufficiente (produciamo il 105,5% delle carni di pollo).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>La normativa più rigorosa al mondo sul benessere dell’animale &#8211; </strong>Dimenticate le leggende dei polli allevati in gabbia: non esistono da più di 60 anni. Negli allevamenti convenzionali polli e tacchini vengono allevati a terra all’interno di capannoni, dotati di sistemi di ventilazione controllata per il ricambio d’aria, nel rispetto delle norme europee e italiane. Queste stabiliscono oltre ai parametri microclimatici, anche una precisa normativa sull’illuminazione, nonché di densità di allevamento tali da garantire i comportamenti naturali dell’animale, come il ruspare su lettiera costituita generalmente da strati di paglia o trucioli di legno. Viene inoltre stabilito un livello minimo di intensità della luce, con almeno 6 ore di buio totale e un periodo ininterrotto di oscurità di almeno 4 ore. Inoltre le carni avicole sono tra i prodotti della zootecnia che impattano meno sull’ambiente, grazie ai numerosi interventi di efficienza energetica che promuovono il contenimento delle emissioni di CO2 con l’utilizzo delle energie rinnovabili, come l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli allevamenti e degli stabilimenti, la costruzione di impianti per la produzione di biogas o l’utilizzo di sottoprodotti di lavorazione e di trattamento delle acque reflue.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Nessun residuo di antibiotico e obbligo di ricetta elettronica &#8211; </strong>Gli antibiotici, somministrati soltanto in presenza di patologie e sotto responsabilità e controllo veterinario, non vengono mai usati per favorire la crescita degli animali, pratica vietata in Europa dal 2006. Gli eventuali trattamenti farmacologici sono tracciati nel registro dei trattamenti obbligatorio per ogni allevamento, vidimato e periodicamente verificato dall’Autorità sanitaria competente. Ma dall’aprile 2019, grazie all’obbligo di ricetta elettronica, il registro dei trattamenti cartaceo è in via di sostituzione con quello elettronico. Negli allevamenti italiani inoltre viene sempre rispettato il tempo di sospensione, ovvero il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che l’animale possa essere idoneo al consumo. Inoltre la filiera avicola italiana è da tempo impegnata attivamente e con convinzione nel contrasto al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Le raccomandazioni che giungono dall’OMS confortano il buon lavoro che allevatori e aziende stanno portando avanti nel miglioramento degli standard di allevamento, delle biosicurezze, della gestione corretta dei parametri ambientali e dell’applicazione di nuove tecnologie necessarie per ridurre la comparsa di malattie e il ricorso ai trattamenti, che solo in caso di manifesta patologia devono rappresentare l’ultima ratio, non evitabile per ragioni di benessere animale. <a href="https://www.vivailpollo.it/tutti-pazzi-per-il-pollo/3662/fake-news/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Qui</strong> </a>un approfondimento sulle fake news più famose sulla filiera avicola 100% italiana</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>La carne avicola non contiene ormoni &#8211; </strong>Né gli ormoni né sostanze che stimolano la crescita delle masse muscolari vengono mai usati nel settore avicolo. Innanzitutto il loro uso è illegale, severamente proibito da leggi sia italiane che europee, e non trova alcun riscontro nelle migliaia di controlli che vengono effettuati ogni anno nell’ambito del Piano Nazionale Residui coordinato dal Ministero della Salute; in secondo luogo gli ormoni, in particolare, sarebbero efficaci solo per la crescita dei mammiferi. Non c&#8217;è dunque alcun rischio di trovare residui di queste sostanze nel pollo che consumiamo quotidianamente.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li><strong>Un’etichetta trasparente per il consumatore &#8211; </strong>Unaitalia è l’organizzazione titolare del Disciplinare di etichettatura volontaria delle carni di pollame autorizzato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nel 2005, con numero IT001EA. Oggi, divenuta obbligatoria l’indicazione dell’origine, il disciplinare conserva un suo valore nel rendere disponibili al consumatore una serie di informazioni volontarie attraverso un sistema trasparente, controllato da un ente terzo accreditato, il CSQA, che pianifica una serie di audit definiti in un Piano dei controlli anch’esso approvato dal <strong><a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/202" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MiPAAF</a></strong>. Una banca dati centralizzata accoglie tutti quegli elementi (il nome del prodotto, l’elenco degli ingredienti nel caso fossero molteplici, la quantità netta, la data di scadenza, il nome del produttore e il lotto di produzione) che permettono di tracciare in assoluta garanzia le carni che verranno immesse in commercio.</li>
</ul>
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		<title>Pollo, tutta la sicurezza e la qualità della filiera italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 10:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tracciabilità e trasparenza della filiera avicola a favore del consumatore Più della metà degli italiani mettono pollo e tacchino in cima alle preferenze della fonte di proteine più consumate sulla loro tavola. Si tratta di carni bianche che, grazie a una filiera d’eccellenza totalmente italiana in tutte le sue fasi di produzione (allevamento, trasformazione e &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/tutti-pazzi-per-il-pollo/4050/filiera/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Pollo, tutta la sicurezza e la qualità della filiera italiana"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tracciabilità e trasparenza della filiera avicola a favore del consumatore</strong></p>
<p>Più della metà degli italiani mettono pollo e tacchino in cima alle preferenze della fonte di proteine più consumate sulla loro tavola. Si tratta di carni bianche che, grazie a una filiera d’eccellenza totalmente italiana in tutte le sue <a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/3452/tracciabilita-e-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>fasi di produzione</strong></a> (allevamento, trasformazione e logistica), sono in grado di arrivare in 24 ore in tavola sempre fresche. Ma questo non vuol dire che il consumatore sia sollevato da ogni dovere e debba essere passivo nell’acquisto. È anzi importante che faccia la sua parte in questa filiera, come imparare a leggere bene le etichette per compiere scelte opportune a mantenere le caratteristiche del pollo anche dopo l’acquisto, conservandolo e cuocendolo nel modo giusto.</p>
<p><strong>Dati alla mano contro le fake news sul settore avicolo</strong></p>
<p>Sono dure a morire le notizie false e allarmanti che riguardano la filiera avicola e che continuano a fare presa sul consumatore poco informato mettendo in discussione un modello produttivo efficiente e virtuoso, 100% italiano, all’avanguardia e da sempre attento alla salute e alla soddisfazione dei tanti consumatori che apprezzano il pollo e le carni avicole. Sapevate che i polli da carne vengono allevati esclusivamente a terra? A differenza di quanto si legge spesso in articoli inesatti, in Italia i polli non sono mai allevati in gabbia, le batterie non esistono da oltre 60 anni, ma vivono, di prassi, all’interno di capannoni, nel rispetto delle norme europee e italiane, che stabiliscono parametri microclimatici e di illuminazione, oltre a densità di allevamento tali da permettere i comportamenti naturali dell’animale. L’utilizzo degli ormoni è vietato dalla legge, oltre a essere inutili su polli e tacchini che non sono mammiferi: non vengono mai impiegati negli allevamenti italiani di polli e tacchini e non c’è dunque alcun rischio di trovare residui di queste sostanze nel pollo che portiamo a tavola. Mentre gli antibiotici sono utilizzati solo a scopi curativi, mai preventivi, e solo dopo diagnosi e prescrizione di un veterinario. In caso di trattamento, l’animale è avviato al macello solo dopo un periodo di sospensione, cioè un adeguato tempo stabilito per legge tra l’ultima somministrazione e la commercializzazione delle carni.</p>
<p><strong>Etichetta: istruzioni per l’uso</strong></p>
<p>Saper leggere l’etichetta è fondamentale per conoscere l’origine, ma anche il tipo di allevamento e trasformazione. È importante, in fase di acquisto e di scelta, fare attenzione alla pelle e alla carne del pollo, che deve apparire sempre rosa, lucida e umida; il pollo non si lava mai per evitare che eventuali batteri, naturalmente presenti su tutti i cibi crudi,  si diffondano in cucina, ma le mani vanno lavate sia prima che dopo; occorre cuocere il pollo ad una temperatura di 75° per gustarlo appieno e in sicurezza: la cottura elimina qualsiasi eventuale presenza di batteri.</p>
<p>Con il Decreto Ministeriale del 29 luglio 2004, l’Italia ha regolato la possibilità di dare informazioni sull’origine delle carni, sul sistema di allevamento, sulla tipologia di alimentazione e rispetto del benessere animale. La Commissione Europea, ha stabilito l’obbligo di origine delle carni avicole solo nel 2015. Il Disciplinare dà ancora la possibilità di rendere disponibili al consumatore una serie di informazioni aggiuntive. Queste vengono controllate dal CSQA, che pianifica una serie di audit definiti in un Piano dei controlli anch’esso approvato dal Ministero. Inoltre il Ministero della Salute da più di un anno ha messo a disposizione degli avicoltori il sistema di ricetta medico-veterinaria elettronica grazie alla quale il tracciamento della somministrazione di eventuali farmaci è registrato assieme al dettaglio sugli animali ai quali è destinato e sull’azienda dove questi sono allevati. In questo modo sarà sempre disponibile un quadro della situazione sanitaria degli allevamenti, con la possibilità di sapere in tempo reale quali sono le patologie più diffuse, con ricadute positive sulla salute pubblica.</p>
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		<title>Non è vero ma ci credo: tutte le fake news sul pollo a cui smettere di credere</title>
		<link>https://www.vivailpollo.it/in-salute/3108/fake-news-sul-pollo/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 15:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[WilPollo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sappiamo bene che siamo &#8216;socialmente&#8217; portati a trovare conferme piuttosto che smentite ai nostri stereotipi: viviamo nell&#8217;epoca delle post-verità o più semplicemente bufale, notizie false (spesso create ad hoc) che diventano virali molto velocemente tramite i social &#8211; ma non fanno eccezioni i media tradizionali, dalla televisione alla carta stampata. Una vera e propria battaglia &#8230; <a href="https://www.vivailpollo.it/in-salute/3108/fake-news-sul-pollo/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Non è vero ma ci credo: tutte le fake news sul pollo a cui smettere di credere"</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo bene che siamo &#8216;socialmente&#8217; portati a trovare conferme piuttosto che smentite ai nostri stereotipi: viviamo nell&#8217;epoca delle post-verità o più semplicemente bufale, notizie false (spesso create ad hoc) che diventano virali molto velocemente tramite i social &#8211; ma non fanno eccezioni i media tradizionali, dalla televisione alla carta stampata. Una vera e propria battaglia quotidiana che si combatte a colpi di fact-checking e debunking, a volte perdendo, a volte vincendo.</p>
<p>Il compito è arduo insomma ma proviamo lo stesso a fare un po&#8217; di ordine e a smontare le principali fake news che riguardano nello specifico il pollo e gli allevamenti avicoli italiani. Lo facciamo per  il rapporto di fiducia e rispetto nei confronti dei consumatori e degli appassionati di pollo che lo portano in tavola quotidianamente.  Ecco allora i più diffusi falsi miti sul tema:<strong> </strong></p>
<p><strong>NON È VERO che il pollo cresce con gli ormoni</strong></p>
<p>Gli ormoni non vengono mai utilizzati nel settore avicolo perché la legge italiana e la legge europea proibiscono l’utilizzo di sostanze come gli ormoni che stimolano la crescita degli animali. Non solo: gli ormoni sarebbero utili solo per la crescita dei mammiferi e ovviamente polli e tacchini non lo sono.</p>
<p>La bufala sull&#8217;uso degli ormoni è forse &#8216;alimentata&#8217; dal fatto che gli animali oggi crescono più velocemente rispetto a 30 anni fa. Oggi, infatti, le razze sono selezionate con regole più rigide, l’alimentazione è più ricca (solo mangimi naturale di origine vegetale), le metodologie di allevamento sono evolute tecnologicamente.</p>
<p><strong>NON È VERO che il pollo cresce ad antibiotici</strong></p>
<p>Le carni avicole che mangiamo non contengono antibiotici. Gli allevatori italiani rispettano sempre il tempo di sospensione ossia il tempo necessario perché l&#8217;animale smaltisca il farmaco prima di essere avviato al consumo. Un rispetto confermato anche dai risultati costantemente negativi dei controlli effettuati periodicamente dalle autorità sanitarie. Il Ministero della Salute, nell&#8217;ambito del Piano Nazionale per la Ricerca dei Residui, ha infatti certificato la sicurezza delle <strong><a href="https://www.vivailpollo.it/il-viaggio-del-pollo/2992/filiera-avicola-italiana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">carni bianche</a></strong>: nel 2018 le autorità sanitarie hanno trovato zero casi di difformità.</p>
<p><strong>NON È VERO che il pollo cresce in gabbia</strong></p>
<p>In Italia da 60 anni i polli e i tacchini sono allevati a terra e non in batteria, in genere all&#8217;interno di ampi capannoni, nel rispetto delle norme europee e italiane &#8211; le più rigorose al mondo &#8211; che stabiliscono parametri tali da consentire all&#8217;animale di avere comportamenti naturali: il clima, l&#8217;illuminazione, la densità di allevamento.</p>
<p>Il pieno benessere animale è un elemento sempre più centrale nelle produzioni agroalimentari integrate e di qualità.</p>
<p><strong>NON È VERO che il pollo va lavato</strong></p>
<p>Lavare la carne di pollo non solo serve a nulla ma da un punto di vista igienico è addirittura sconsigliato. Il lavaggio infatti non elimina eventuali microrganismi che possono essere presenti sul pollo, come su tutti gli altri alimenti crudi, ma aumenta il rischio di contaminazione. Per evitare rischi è sufficiente utilizzare acqua e materie prime sicure, lavare le mani e gli attrezzi del piano di cucina dopo aver manipolato il cibo crudo, separare i cibi cotti da quelli crudi, far cuocere bene gli alimenti e conservarli alla giusta temperatura.</p>
<p><strong>NON È VERO che il pollo contiene meno ferro della carne rossa</strong></p>
<p>La carne bianca contiene poco ferro? Falso. La carne di pollo ha più o meno lo stesso contenuto di ferro di delle carni &#8216;rosse&#8217;. È  la mioglobina che fa la differenza ma solo da un punto di vista cromatico e non nutrizionale. Un esempio: 100 grammi di coscia di pollo (cotto senza pelle) contengono 1,4 mg di ferro, quantità assolutamente comparabili con quella delle più diffuse carni rosse, come la costata di bovino adulto (1,3 mg) o la lombata di bovino adulto (1,4 mg).</p>
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