Il viaggio del pollo

Fake news sugli allevamenti di pollo? No, grazie. Meglio informarsi

Piccola guida in tre punti per rispondere alle bufale più comuni sugli allevamenti italiani di pollo

È amato da tutti, grandi e piccini. È consigliato espressamente dagli specialisti. Eppure sul pollo continuano a circolare fake news e falsi miti, dagli ormoni agli antibiotici passando per i presunti allevamenti in gabbia. Facciamo chiarezza sulla produzione di un alimento consumato da circa 46 milioni di italiani e che costituisce una delle eccellenze del made in Italy. Basti pensare che il volume d’affari calcolato è di 5,6 miliardi di euro, con 18.500 allevamenti e oltre 100mila persone che lavorano con competenza e dedizione nella filiera avicola.

Il pollo NON cresce ad antibiotici – Negli allevamenti italiani l’antibiotico è usato solo come cura quando il pollo si ammala. Così come accade agli umani, quando l’animale sta poco bene ha bisogno di un intervento esterno per essere curato. L’antibiotico è utilizzato solo se necessario, dietro prescrizione medica, sotto la responsabilità e il controllo del veterinario, rispettando il dosaggio e il cosiddetto “tempo di sospensione”. In questo periodo l’animale può smaltire il farmaco prima della macellazione. Così facendo il pollo consumato a tavola non contiene alcun residuo di antibiotico.

Inoltre, negli ultimi 5 anni, l’uso del farmaco nell’avicoltura italiana, anche se solo a scopo curativo, si è dimezzato del 49%. Eppure, secondo le ultime indagini, ben il 74% degli italiani pensa che gli antibiotici siano usati negli allevamenti per favorire la crescita del pollo. Come abbiamo visto, è assolutamente falso.

Il pollo NON cresce con gli ormoni – Dal 2006 l’utilizzo degli ormoni è vietato dalla legge, ciò significa che non sono mai impiegati negli allevamenti italiani di polli e tacchini. Ma oltre che vietato da norme italiane ed europee, l’eventuale uso di ormoni sarebbe anche inutile e antieconomico perché non produrrebbe alcun vantaggio desiderato.. I controlli annuali, svolti sia dalle Autorità sanitarie nazionali che dal Ministero della Salute, confermano questa verità: nei polli italiani la percentuale di ormoni della crescita è pari allo 0%.

Anche in questo caso, però, ben l’87% degli italiani pensa che negli allevamenti italiani vengano utilizzano ormoni ed estrogeni per far crescere più rapidamente i polli. Una bufala influenzata forse dal fatto che gli animali oggi crescono più velocemente rispetto a 30 anni fa. Oggi, infatti, le razze sono selezionate con regole più rigide, l’alimentazione è più varia e ricca (solo mangimi naturale di origine vegetale), le metodologie di allevamento sono al passo del progresso tecnologico. Vi è anche una maggiore cura nell’ambiente in cui i polli vivono e crescono, con numerosi controlli sulla loro salute, sia da parte degli allevatori che da parte dei veterinari. Ecco perché il pollo cresce meglio senza bisogno di ormoni della crescita.

Il pollo NON cresce in gabbia – Da oltre mezzo secolo polli e tacchini vengono allevati solo a terra, o all’aperto o in capannoni spaziosi, con la giusta temperatura e in ambienti luminosi, rispettando tutti i parametri europei e italiani: le gabbie non sono mai utilizzate per allevare i polli da carne. Ma l’86% degli italiani pensa che i polli siano allevati in gabbia. Possiamo rassicurarvi sul fatto che questi animali possono crescere liberamente in spazi grandi, razzolando su un letto di paglia o su un truciolato di legno.

Cosa succede, allora, quando vediamo video e fotografie di polli e tacchini rinchiusi nelle gabbie? I motivi possono essere vari, per esempio le immagini non sono recenti o riguardano allevamenti esteri, o non si tratta di polli.