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Qual è l’impatto ambientale del pollo? Rispondiamo con i dati

Emissioni, utilizzo delle risorse, economia circolare e impatto ambientale: cosa dicono i numeri sulla sostenibilità della filiera avicola italiana.

Quando si parla delle produzioni zootecniche, il dibattito si concentra spesso sull’impatto ambientale delle diverse fonti proteiche. Ma qual è il contributo reale del settore avicolo? Analizzare i dati permette di comprendere meglio il ruolo del pollo all’interno di una dieta equilibrata e di valutare il percorso intrapreso dalla filiera verso modelli produttivi sempre più efficienti e sostenibili.

Perché il pollo è considerato una proteina sostenibile?

La sostenibilità di un alimento dipende da diversi fattori, tra cui le emissioni di gas serra generate durante la produzione, il consumo di acqua, l’utilizzo del suolo e le risorse necessarie per ottenere il prodotto finale.

Nel caso del pollo, uno degli elementi più rilevanti è l’elevata efficienza produttiva: oggi, infatti, sono sufficienti circa 1,7 chilogrammi di mangime per ottenere 1 chilogrammo di carne avicola. Questo significa che la filiera riesce a trasformare le risorse disponibili in proteine destinate all’alimentazione umana in modo particolarmente efficiente.

Quanto incidono gli allevamenti avicoli sulle emissioni?

Quando si parla di emissioni è importante distinguere tra i diversi comparti della zootecnia, che presentano caratteristiche molto differenti tra loro.

Secondo i dati ISPRA, il settore avicolo rappresenta il 2,6% delle emissioni generate dalla zootecnia italiana. Rapportando questo dato alle emissioni complessive del Paese, il contributo della filiera avicola risulta inferiore allo 0,2%.

Si tratta di una quota particolarmente contenuta che riflette sia l’efficienza produttiva del comparto sia i progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte dell’innovazione tecnologica e della gestione responsabile delle risorse.

Come sta cambiando la sostenibilità della filiera?

Il settore oggi investe in numerosi progetti dedicati all’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale. Ma l’impegno della filiera avicola verso la transizione ecologica ha radici profonde: già tra il 2016 e il 2021, secondo i dati raccolti da Unaitalia, il settore ha dimostrato la sua spinta sostenibile producendo circa 310 milioni di kWh di energia rinnovabile e generando 87 milioni di metri cubi di biogas e biometano.

Nello stesso periodo, l’attenzione all’economia circolare ha permesso di recuperare oltre 46 milioni di litri di acqua di processo e di avviare al recupero circa il 90% dei rifiuti prodotti. Infine, circa il 60% dei mezzi utilizzati dalla filiera appartiene a categorie a basse emissioni di CO₂, contribuendo a ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle attività di trasporto.

Un trend virtuoso che la filiera continua a promuovere attraverso nuovi investimenti in economia circolare e sostenibilità ambientale.

Sostenibilità significa anche ridurre gli sprechi?

Assolutamente sì. L’impatto ambientale di un alimento non dipende soltanto da come viene prodotto, ma anche da come viene consumato.

Ogni alimento che viene sprecato comporta infatti una perdita di energia, acqua, lavoro e materie prime utilizzate per produrlo. Su questo fronte, le aziende della filiera operano già con standard di massima efficienza: grazie a processi produttivi altamente ottimizzati e a logiche di economia circolare, gli sprechi industriali sono ridotti al minimo, e ogni risorsa o sottoprodotto viene recuperato e valorizzato.

Ridurre gli sprechi domestici rappresenta quindi l’ultimo tassello di questo impegno. Anche i consumatori, infatti, possono contribuire attraverso una corretta conservazione degli alimenti, una pianificazione più attenta degli acquisti e una migliore valorizzazione degli avanzi in cucina.

Qualità nutrizionale e sostenibilità possono convivere?

Una delle principali sfide del sistema alimentare consiste nel garantire alimenti nutrienti a una popolazione in crescita utilizzando meno risorse naturali.

Il pollo rappresenta un esempio concreto di questo equilibrio. Oltre a essere una fonte di proteine ad alto valore biologico, vitamine del gruppo B e minerali essenziali, presenta una delle impronte ambientali più contenute tra le principali fonti proteiche animali.

Per questo motivo viene spesso indicato dagli esperti come uno degli alimenti in grado di coniugare qualità nutrizionale, accessibilità e sostenibilità, contribuendo a costruire modelli alimentari più equilibrati e responsabili.