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Il pollo nella dieta dei bambini: un alimento chiave per il loro sviluppo cognitivo

Sapevate che la carne di pollo e la carne in generale sono mattoncini importantissimi nello sviluppo dei bambini?

Lo sanno bene i bambini che vivono in aree povere del mondo, in cui le diete sono prive di materia prima di origine animale. Vi spieghiamo tutti i rischi che corrono i bambini se privati dell’assunzione di pollo e carne.

Rischi della dieta povera di carne. A livello globale, circa 144 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione, presentando ritardo nella crescita, una condizione in cui i bambini non raggiungono un peso sufficiente per la loro età. Questo fenomeno è strettamente legato alla mortalità infantile, che è otto volte più alta in Africa rispetto all’Europa. Fino a dieci anni fa, il legame tra nutrizione e sviluppo cerebrale non era ben compreso. Oggi invece sappiamo che esistono nutrienti chiave essenziali per alcuni processi funzionali del cervello, che si trovano proprio nella carne e negli alimenti di origine animale. Nei primi mille giorni di vita, micronutrienti come zinco, ferro e vitamina B12 sono cruciali per la formazione e il corretto sviluppo del cervello. La carenza di questi nutrienti porta a malformazioni neuronali e, di conseguenza, problemi cognitivi. Le proteine di alta qualità, come quelle del pollo e della carne, sono essenziali per la iperplasia funzionale e la sinaptogenesi, cioè la formazione di nuove sinapsi tra i neuroni, un processo fondamentale per lo sviluppo del cervello durante l’infanzia, che continua anche nell’età adulta, soprattutto in risposta all’apprendimento e all’esperienza.

Importanza della carne per lo sviluppo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) e le linee guida dietetiche raccomandano di includere carne e alimenti di origine animale nella dieta dei bambini dai 6 mesi in su, proprio per l’alta densità e biodisponibilità di nutrienti essenziali presenti in questi alimenti. Le proteine animali sono complete in termini di amminoacidi rispetto a quelle vegetali, il ferro, il calcio, iodio e lo zinco sono più biodisponibili nei cibi animali, la vitamina B12 non è reperibile nei vegetali e le vitamine A e D3 sono anch’esse presenti nella loro forma biologicamente utile solo negli alimenti di origine animale. Per questo motivo l’OMS e la FAO hanno dichiarato i cibi animali come la migliore fonte di nutrienti per i bambini dai 6 ai 23 mesi e per le donne in gravidanza e che allattano. In particolare il ferro eme della carne rossa è fondamentale per la guaina mielinica che circonda le cellule nervose e per la sintesi delle monoamine, dei neurotrasmettitori importanti per la comunicazione tra i neuroni nel sistema nervoso. Anche lo zinco, il rame, la colina e gli acidi grassi a catena lunga EPA e DHA, che si trovano ad alta biodisponibilità solamente nella carne e nei cibi animali, sono essenziali per la sintesi del DNA, dei neurotrasmettitori e per la sinaptogenesi.

 

Fonti: Carni Sostenibili