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Proteine animali: una fonte chiave di vitamine e minerali vitali per la salute

Diete plant-based? No grazie. Ecco i risultati di un nuovo studio che evidenzia come una dieta ricca di proteine animali garantisca una migliore copertura dei fabbisogni di micronutrienti essenziali.

Proteine animali preziose. Una dieta con prevalenza moderata di proteine animali garantisce una migliore copertura dei fabbisogni medi stimati: è il risultato di un nuovo studio australiano ha evidenziato che una dieta in cui il 60–80% delle proteine totali proviene da alimenti di origine animale è più efficace nel ridurre il rischio di carenze di micronutrienti essenziali. L’analisi, condotta su 1.589 adulti, ha valutato l’impatto della provenienza delle proteine – animale o vegetale – sull’assunzione complessiva di vitamine e minerali. Le proteine rappresentano un elemento fondamentale della dieta umana, in quanto forniscono gli aminoacidi essenziali che l’organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente. Questi aminoacidi svolgono un ruolo cruciale nella crescita, nel mantenimento dei tessuti e in numerose funzioni vitali, dal metabolismo energetico alla sintesi di enzimi e ormoni. Un apporto insufficiente di aminoacidi essenziali può portare a ritardo della crescita, perdita di massa muscolare, deficit cognitivi e indebolimento del sistema immunitario. Ma non tutte le fonti proteiche sono uguali: le proteine di origine animale sono considerate di qualità superiore rispetto a quelle vegetali, perché complete, contengono tutti gli aminoacidi essenziali in proporzioni ottimali, e più facilmente digeribili.

Migliori nutrienti e meno calorie. Cosa si rischia con una dieta prevalentemente plant-based solo il 30% delle proteine di origine animale? Diversi studi, tra cui la Health Diet proposta da EAT Lancet Commission, hanno segnalato che risulta un modello carente di vitamina B12, calcio, ferro e zinco, soprattutto per donne in età fertile e altri gruppi vulnerabili. Inoltre, l’elevata presenza di fitati e ossalati, tipica delle diete vegetali, può ridurre l’assorbimento di minerali come ferro, zinco, calcio e magnesio. Non è un caso se serve ricorrere alla fortificazione o all’integrazione mirata nelle diete prevalentemente vegetali, al fine di garantire una copertura completa dei fabbisogni nutrizionali. Un nuovo studio australiano ha, invece, analizzato la relazione tra la fonte proteica e l’adeguatezza dei micronutrienti nelle diete degli adulti, utilizzando i dati dell’Australian Health Survey: i risultati mostrano che le diete in cui il 60–80% delle proteine totali proviene da alimenti di origine animale sono le più efficaci nel soddisfare i fabbisogni medi stimati (EAR) dei principali micronutrienti. Questi modelli alimentari garantiscono un apporto proteico più elevato e sono meno calorici, un aspetto particolarmente rilevante considerando che in Australia l’eccesso energetico rappresenta un problema diffuso. Al contrario, le diete con meno del 20% di proteine animali e una predominanza di proteine vegetali mostravano una minore adeguatezza nutrizionale e un maggiore apporto calorico, risultando quindi meno equilibrate dal punto di vista metabolico e micronutrizionale.

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