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Antibiotici e benessere animale: Italia esempio virtuoso

Vediamo come il reale consumo di antibiotici è inferiore a quello calcolato dalle istituzioni sanitarie europee.

Grazie a un sistema zootecnico all’avanguardia e dell’eccellenza dei nostri servizi veterinari, gli allevamenti avicoli italiani sono prossimi a raggiungere anticipatamente gli obiettivi del Green Deal e del Farm to Fork.

Dati alla mano: pollo italiano privo di antibiotici critici. In medicina veterinaria il consumo di antibiotici è in costante riduzione in tutti gli allevamenti europei. Sorprende tuttavia apprendere che l’Italia ha fatto assai meglio degli allevamenti europei: a causa di una valutazione non corretta di alcuni parametri di base, agli allevamenti italiani è stato attribuito un consumo di antibiotici superiore del 22% rispetto alla realtà. A mettere in chiaro la situazione è il documento del nostro Ministero della Salute che ha divulgato i risultati del “Rapporto sulle vendite e sull’uso di antimicrobici negli animali”, dal quale emerge che gli allevamenti avicoli italiani fanno un uso definito “prudente” e comunque sempre mirato e mai generalizzato. Praticamente assente l’impiego di antibiotici catalogati come “critici” in quanto riservati all’impiego nelle persone. Un’attenzione doverosa, mirata a ridurre il progredire dei fenomeni di antibiotico-resistenza nell’uomo, che minacciano già oggi di rendere scarsamente efficaci questi preziosi farmaci, veri e propri “salva vita”. Un’annotazione nei riguardi di alcune molecole fra le più utilizzate, come l’amoxicillina, da sola o in associazione. Si tratta di un antibiotico a largo spettro, impiegato in numerose patologie, sia in campo veterinario sia in medicina umana. Il consumo nelle persone, per quantità assunte in proporzione al peso, è ben quattro volte più alto rispetto all’impiego negli animali.

Farm to Fork: il traguardo della filiera avicola italiana. In campo veterinario i miglioramenti si susseguono di anno in anno, raggiungendo risultati importanti. Circa il 23% di antibiotici in meno rispetto al 2020, dato che supera il 52% se si risale al 2016 e che raggiunge quota meno 66,7% rispetto al 2010. Con questi valori il settore veterinario e il mondo degli allevamenti hanno risposto in modo eccellente alla sfida lanciata dal progetto europeo Green Deal e dalla strategia Farm to Fork. Sembrava irraggiungibile la meta di una riduzione del 50% delle vendite complessive di antibiotici per gli animali entro il 2030, invece siamo già prossimi al traguardo. Rispetto al 2018, che rappresenta l’anno di riferimento, si è già raggiunto l’85% del target necessario per conseguire l’obiettivo. Al traguardo finale si arriverà senza sforzo e con tutta probabilità in anticipo. L’Italia è fra i pochi nell’Unione Europea ad aver fornito i dati completi di utilizzo degli antibiotici per tutte le specie: un risultato ottenuto anche grazie alla progressiva informatizzazione dell’intera filiera del farmaco veterinario. Capisaldi di questo percorso sono l’introduzione della ricetta elettronica veterinaria, il sistema di categorizzazione degli allevamenti in Classyfarm e una puntigliosa e dettagliata Anagrafe Zootecnica, sotto il controllo del Ministero della Salute. E i risultati confermano l’efficienza del sistema veterinario italiano e la professionalità del mondo zootecnico.

Fonte: Carni Sostenibili